JACOPO GATTI- SAPO E.
Nato a Bergamo il 5/10/1977 ha frequentato studi scientifici.Si è avvicinato all’arte nei primi anni novanta, interessandosi all’aerosol-art, realizzando graffiti su vari muri in molte manifestazioni nazionali(Milano,Brescia,Rimini,Roma,Bologna,Ancona…..).Nel 1998 ,Tag Heuer Replica decide di trasportare le tecniche acquisite tramite i graffiti,su tela, (mantenendolo pseudonimo “SAPO E”)eseguendo per alcuni anni opere, con materiali inerenti l’aereosol-art,come smalti a solvente e spray, coniugandoli con tecniche piu’ prettamente pittoriche quali il dripping.Inizia poi ad appassionarsi alla materia,alla sua struttura ed ai suoi elementi,occupandosi della ricerca e dello studio di materiali con spiccate qualità plastiche, quindi grandi volumi e particolari textures sulla tela.Con questi materiali riesce ad ottenere una “tridimensionalita’” sulla tela,che ha un aspetto bidimensionale anche se in realta’ non lo è,quindi ha uno spessore,una terza dimensione.Comincia a sperimentare l’uso dei cementi ,delle resine,dei gessi ,degli stucchi unendoli tra di loro e applicandoli sui vari supporti;da questi studi ha ottenuto delle innovative tecniche che gli permettono di realizzare i propri lavori,colorati poi con smalti a solvente o acrilici.Definisce le sue opere come delle “variazioni murali “che,grazie alla loro matericita’apportano un cambiamento radicale alle superfici che occupano, creando un nuovo e un po’ irreale movimento “statico” di quest’ultime,rimanendo pero’ sempre legate ad una completa armonia di colori e spazi.Le “variazioni murali” si inseriscono nel concetto” parete” e lo destabilizzano, mutando completamente l’aspetto iniziale del muro (una porzione di superficie piatta e monocromatica diventa tridimensionale e molto colorata).Sono eseguite utilizzando strati di diverse resine che poi vengono sagomati,limati, successivamente resinati di nuovo e smaltati.Delle “variazioni murali” fanno parte anche i”conglomerati”una serie di opere realizzate con resina colata e legno che riducono la superficie in piccoli cerchi (quasi dei pixel),dividendola quasi all’infinito e creando un elegante gioco ottico sulla parete.Il suo intento è quello di continuare a lavorare sulla materia e sui materiali riuscendo a creare sempre piu’ complesse figure e textures evolvendo sempre di piu’ la sua teoria sulle “variazioni murali”.
Con le sue tecniche esegue anche opere di design rivestendo sedie ed oggetti d’arredo e realizzando particolari vasi. |
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